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    STERILIZZAZIONE E CASTRAZIONE

    Benefici e conseguenze tra scienza e morale

    di ELISA PASQUINI

    TERRANIMALIA | Sterilizzazione

     

    Sin dall’antichità, le pratiche di castrazione e sterilizzazione erano utilizzate come forma di controllo sull’animale da parte dell’uomo.

    Oggi, proprio questo eccesso di intromissione umana all’interno della loro sfera accende non pochi dibattiti di carattere etico in cui è difficile misurare scelte e priorità. Intervenire sul futuro di una vita animale è una faccenda che ci rimanda al nostro libero arbitrio, e quindi alle conseguenze che tale libertà comporta nei confronti di certi codici e di certe leggi naturali.

    Con ogni probabilità la castrazione è una pratica antica e precede temporalmente la sterilizzazione. Sin dai primi stadi dell’allevamento di bestiame si erano compresi i vantaggi della prima, in termini di alterazione del comportamento di un toro ad esempio, o di un cavallo.

    Oggi sappiamo che un gatto maschio combattivo e “miagoloso”, se castrato perde rapidamente questi caratteri per divenire docile e tranquillo. Ragionamenti come questo danno il via a un inevitabile effetto domino di natura morale che ci riporta indietro di almeno tre secoli alla nascita ufficiale dell’etologia, da cui scaturisce il dibattito sulla coscienza animale.

    Oggi i medici veterinari consigliano quasi sempre la sterilizzazione del cane e del gatto in età abbastanza giovane, appellandosi al fatto che tale intervento è utile nel prevenire malattie e tumori degli organi dell'apparato uro-genitale, gravidanze isteriche, oltre che nell’evitare spiacevoli situazioni in casa.

    Di contro però, importanti studi condotti soprattutto a partire dagli Stati Uniti, evidenziano un’attuale tendenza della collettività alla generalizzazione dei casi, oltreché a superficialità in fase decisionale. L’insorgere di una patologia a seguito di un intervento di sterilizzazione/castrazione varia al variare di numerosi parametri come la razza, la dimensione, le tempistiche di sviluppo e le caratteristiche fisiche in genere.

    Nasce quindi un dibattito che vede da un lato la necessità, nei contesti urbani, di utilizzare uno strumento di contenimento delle nascite al fine di arginare il problema dell’abbandono e randagismo, e dall’altro la consapevolezza che la pratica della sterilizzazione, soprattutto se effettuata precocemente, potrebbe scatenare una serie di squilibri fisici e comportamentali nell’animale.


    Puoi trovare l'articolo completo su TERRANIMALIA N.8

    Elisa Pasquini

    NATUROPATA AD INDIRIZZO ANIMALE | CONSULENTE IN ESSENZE FLOREALI

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